Liuteria Cremona

Elisabetta Giordano

Elisabetta Giordano, violin maker, specialised in restoration and fine tuning of instruments in Cremona,  receives daily, only by appointment.

 

La famiglia Guarneri

 
 

La storia della famiglia Guarneri è avvolta da un alone di mistero. 
Molti studiosi hanno pubblicato ipotesi sulla nascita di alcuni protagonisti di questa famiglia. Oggi sappiamo che Guarneri del Gesù faceva parte della famiglia Guarneri.

 

Andrea Guarneri

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Andrea Guarneri nacque nel 1625 circa, venne assunto intorno al 1641 nella bottega di Nicolò Amati come apprendista e vi rimase fino al 1645, anche se continuò a collaborarvi fino al 1654. La lunga permanenza nella bottega di Amati gli permise di apprendere molto bene il metodo e la tradizione di questa scuola, tuttavia il suo lavoro non ebbe mai la stessa eleganza e perfezione del maestro. Andrea aveva comunque carattere e una certa personalità che evidenziava anche nella timbrica dei suoi strumenti.
Ebbe due figli, Pietro, nato nel 1655, e Giuseppe, nato nel 1666. Il primo lasciò Cremona per andare a lavorare a Mantova. Giuseppe rimase accanto al padre partecipando attivamente alla produzione: ebbe un ruolo determinante nella costruzione di un piccolo violoncello, anticipando Stradivari di un decennio. Anche con la viola contralto ebbe ottimi risultati e anche in questo caso anticipò la viola di Stradivari nel 1672.
Andrea Guarneri morì nel 1698 lasciando tutti i suoi beni al figlio Giuseppe.

 

Giuseppe Guarneri

Giuseppe continuò a lavorare perfezionando e modificando lo stile. I contorni netti, puliti e profondamente incisi che caratterizzarono l'ultimo decennio del 1600, persero gradualmente di precisione, ma guadagnarono in carattere, così anche nei ricci. Le arcate nella zona delle CC, relativamente piatte che si innalzano convergendo al centro con una leggera angolazione, non subirono molte modifiche, al contrario di Stradivari. Col passare degli anni, utilizzò un acero sempre migliore e un ottimo abete rosso per le tavole. Spesso utilizzava una vernice di una trasparenza e colore molto calda, raramente eguagliata e mai superata da altri. I ricci che fece hanno una straordinaria forza scultorea: fu uno dei più grandi intagliatori. Nel 1690. sposò Barbara Franchi e nel 1692 nacque il primo figlio Andrea, ma sembra che questi morì nel 1708. Ebbe un secondo figlio nel 1695, Pietro, e nel 1698 venne al mondo Bartolomeo Giuseppe (Guarneri del Gesù).
Pietro, nel dicembre del 1717 lasciò Cremona e si trasferì a Venezia. Non aprì una bottega ma continuò la sua attività in casa. Dopo il suo trasferimento non ebbe più nessun contatto con la famiglia.

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Rimasti soli, Giuseppe padre e Giuseppe figlio continuarono a lavorare insieme e si nota nel lavoro del padre, intorno al 1720, un graduale cambiamento di stile a testimonianza di un'altra mano.
Cambiarono i ricci, le bombature divennero più stradivariane, più piatte e meno appuntite, e gradualmente più piene via via che si congiungono al bordo delle CC. Poi ancora cambiò il profilo, le CC divennero più angolate e profonde appena sotto le punte superiori. I bordi più piatti e i filetti più interni alla forma, e le "ff" acquistarono più forza. Vi sono solo una decina di strumenti con la zona delle "CC" così stretta, di questi solo uno porta l'etichetta originale di "Joseph filius Andreae", datata 1719.
Nel 1722 non vi è alcuna traccia del giovane Giuseppe Guarneri. Riapparve nel 1731, sposato con Catarina Rota. Dove è stato in questi otto anni? Quel che è certo è che Guarneri del Gesù cercava un ottimo risultato timbrico nei suoi strumenti e fuse lo stile di Stradivari con quello dei liutai Bresciani.
Non erano necessari cambiamenti nel disegno cremonese di base, ma vi è nel suo stile qualcosa che assomiglia all'impronta di Gasparo da Salò insieme a quella degli Amati, le arcate invece assomigliano allo stile di Stradivari.
Iniziò con questa idea, infine modificò il profilo delle "ff" che diventarono sempre più bresciane. Tuttavia, le sue opere sono qualcosa di più di un semplice cambiamento di alcuni dettagli.
I suoi strumenti sono un capolavoro in tre dimensioni.
Dai suoi lavori si può notare che probabilmente non conduceva una vita tranquilla, lo si vede nel "King" e nel "Kreisler" del 1734, eseguiti con grande cura, messi a confronto con "il violino del diavolo", e ancora l'armonioso e quasi femminile "D'Egville" del 1735, tutti con una splendida vernice. Dopo il 1736 i suoi strumenti presero definitivamente uno stile molto maschio ed è qui che raggiunse la maturità. Il massimo dell'eleganza lo troviamo negli strumenti del 1737, magnifici e con il massimo dell'eleganza, guardandoli si può già percepirne il suono potente.
NEl 1739-40 morì "Giuseppe Guarneri filius Andreae".
Guarneri del Gesù morì il 17 Ottobre del 1744 per cause sconosciute.

 

Il "Cannone di Paganini"

Il suo strumento più conosciuto è il violino di Paganini ed è conservato nel Palazzo Municipale di Genova dal 4 luglio del 1851, per consegna fatta alla Civica Amministrazione dal Barone Achille Paganini, figlio del sommo violinista.
Paganini lo donò per testamento alla sua città natale il 27 aprile 1837 (morì tre anni dopo).

Le caratteristiche dello strumento sono, in alcuni particolari, leggermente diverse da quelle degli altri violini.
Ogni anno esecutori provenienti da tutto il mondo si contendono a Genova uno dei più famosi concorsi di violino ed il premio finale è quello di poter eseguire un concerto con lo strumento costruito dal liutaio "maledetto" di Cremona.

L'etichetta riporta il cartiglio: Joseph Guarnerius Fecit in Cremonae Anno 1742 I.H.S.



Alcune misure dello strumento:

Guarneri del Gesù, Il Cannone, 1742

Guarneri del Gesù, Il Cannone, 1742

  • Lunghezza della cassa armonica: mm. 355'/2
  • Lunghezza del manico compreso il capotasto mm. 133
  • Lunghezza del riccio fuori del capotasto mm. 101
  • Lunghezza totale del violino mm. 589'/2
  • Lunghezza del corista mm. 198'/2
  • Lunghezza della tastiera mm. 262
  • Lunghezza della cordiera mm. 115
  • Lunghezza della "f" di sinistra mm. 80'/2
  • Lunghezza della "f" di destra mm. 78

L'altezza delle fasce è 31 mm, poco più del normale, gli spessori della cassa armonica sono molto grossi rispetto alla norma. La cordiera è più corta di un centimetro rispetto allo standard. Paganini aveva un' eccezionale estensione delle dita della mano sinistra: riusciva ad effettuare passaggi su tre e quattro corde non in successione ma con accordi simultanei. La sua leggendaria abilità lo elevò a vertici insuperati di virtuosismo, ma gli costò spesso tra i contemporanei la qualifica di "demoniaco".
Suonava il violino senza usare la mentoniera, che ai suoi tempi non era ancora in uso: appoggiava quindi il mento direttamente sulla cassa armonica. Si nota infatti nella parte inferiore sinistra della tavola una leggera abrasione della vernice.

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